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7 maggio 2012

Pericolo facinorosi

Roma, 5 maggio 2012. Manifestazione in difesa dell'acqua pubblica


Una folla allegra, musicale e colorata attraversa piazza Venezia. Gli striscioni si confondono coi fiori e con le magliette vivaci e scherzose dei manifestanti. Ci sono tamburi, chitarre, e bici e tricicli e giocolieri. Il cielo è blu intenso, l’aria primaverile. Si sta bene a mezze maniche. Mi sento leggero. E che bello, penso, che ci sia ancora tanta gente che ha voglia di lottare per cause collettive. Poi penso pure che forse le lotte fatte così, coi fiori e coi colori, chissà, non portano da nessuna parte. Non sono abbastanza incisive, restano inoffensive, inascoltate.

Continuo a camminare e a guardare la manifestazione che scorre. Poi penso che no, forse mi sbaglio: magari va bene così, ogni stagione ha il proprio linguaggio, i propri codici. I bisogni mutano nel tempo, e con essi gli slogan. Mettete dei fiori nei vostri cannoni. Chissà cosa ne viene fuori, ma intanto metteteceli.

Devo andare a prendere un treno, ma mi concedo ancora qualche minuto per guardare la manifestazione e scattare qualche fotografia.

Da piazza Venezia il corteo si sposta verso largo Santi Apostoli. L’accesso a via Nazionale è chiuso. Mi domando se gli autobus che vanno alla stazione passino regolarmente. Alla mia sinistra, all’imbocco di via del Corso, c’è una distesa di scudi. Dietro stanno allineati alcuni carabinieri. Dietro ancora due camionette, a proteggere, chissà da cosa, gli sfarzi di una delle vie più chic di Roma.
Mi avvicino a un carabiniere.

“Scusi, sa per caso se via Nazionale è aperta al traffico? Dovrei prendere un autobus…”
Lui mi guarda fisso negli occhi, le braccia conserte, non risponde.
“Mi scusi”, insisto. “Posso domandarle un’informazione? Sa se via Nazionale…”
Il carabiniere scuote la testa, lentamente. Poi aggiunge: “Non vede che siamo qui in assetto antisommossa? Le pare che il nostro ruolo qui sia dare informazione ai passanti?”
“Be’, certo” faccio io, “sicuramente no, ci mancherebbe”. Lo dico col sorriso: il tale è così tronfio che appare sproporzionato e buffo.
“Per queste cose si rivolga ai Vigili Urbani”, fa lui.
“E dove lo trovo un vigile?”
“Lì, guardi, vicino al corteo. Ma stia attento: i manifestanti sono molto pericolosi!”.


Natalino Russo, Roma.



Musica del giorno: Canzoniere illustrato di Daniele Sepe.
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25 settembre 2011

Sporca Italia

Napoli, centro storico, 2010

Una tranquilla domenica di settembre. L'autunno non riesce a mandar via l'estate. Lavoro alternato a riposo. Testi da scrivere e rivedere, foto da sistemare. Qualche pagina di un libro che parla di Berlino. Una tazza di tè.

Poi un giro in bicicletta intorno a Labico, per le colline della campagna romana che precedono i monti Prenestini. Strade tranquille, solo parzialmente asfaltate, costeggiano campi arati a perdita d'occhio. Uno steccato, uno stormo di uccelli. Passa un treno in lontananza. Poi silenzio. Si può udire il rumore delle prime foglie che si staccano dagli alberi.

Peccato per la spazzatura che, autentica piaga di questo paese, invade i fossi e le siepi, le scarpate e i greti dei torrenti. E nessuno la rimuove, da anni. Si sbriciola, si ricopre di terra, si assorbe nel paesaggio naturale e lo degrada lentamente.

La gente è sporca, non c'è dubbio. Ma se è per questo lo è un po' ovunque, anche in altri paesi d'Europa. La differenza è che lì, fuori da questa sporca Italia, non passa un giorno senza che le strade vengano pulite e gli eventuali rifiuti rimossi.

Quindi mi domando: cosa pensano i nostri amministratori? Lo considerano un problema oppure non ci fanno più caso? Anzi: c'è stato un tempo in cui ci hanno fatto caso? Oppure per loro è normale, da sempre, vivere tra scarti e detriti di ogni genere?

Non mi riferisco alle istituzioni, entità astratta e inafferrabile; ma proprio alle persone, quelle in carne e ossa: sindaci, assessori, presidenti, amministratori. Quando passano per queste strade (perché non possono non passarci) non si vergognano?

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Ma anche un po' sulla monnezza.


Libro del giorno: Sul guardare, John Berger.


Natalino Russo, Labico.

6 settembre 2011

Prelievo fiscale


Il porto turistico di Talamone, Toscana

Sì, d’accordo: prelevare da chi ha tanto è più giusto che farlo da chi ha poco. Ricchi e ricconi imperversano indisturbati, evasori sfacciatamente evasivi, esibiscono Suv e barconi senza temere alcun controllo. E sarebbe ora di andare a prendere qualcosa anche da loro.

Ma c’è una cosa che, forse per la mia ignoranza, proprio non capisco: è possibile rilanciare un paese in crisi solo ricorrendo al prelievo fiscale e ai tagli? E se poi i tagli sono su istruzione, ricerca, innovazione e infrastrutture, be’, il mio dubbio diventa preoccupazione seria.


Disco del giorno: Nothing like the sun, di Sting.


Natalino Russo, Talamone (Toscana)

28 agosto 2011

Un post al sole

In bicicletta fra Talamone e Fonteblanda. Toscana, Italia.

Al mare in Toscana. La sponda meridionale del Mediterraneo dista da qui qualche chilometro in più rispetto alla distanza che la separa dalla Sicilia, o dalla Calabria o dalla Campania. Ma è pur sempre un posto vicino. La Libia è molto prossima all’Italia. E se la metafora – in questo frangente – non fosse di pessimo gusto, si direbbe che quel paese è a un tiro di schioppo da questo.

27 agosto 2011

Ignoranza e bugie


Murales al Mauerpark, Berlino 2011
A breve ricorre il decimo anniversario dell’attentato alle Twin Towers. Qualche giorno fa su Repubblica è apparso il racconto di un uomo che ha vissuto quei momenti da protagonista. Al momento degli schianti non si trovava a New York, ma era il presidente degli Stati Uniti d’America, George W. Bush.

23 luglio 2011

Gorgo norvegese

Il Maelström a Straumen, Norvegia
Oslo: novanta morti per mano di uno squilibrato fondamentalista religioso. Sconcertante, senza dubbio. Ma ancora più sconcertante è la prima reazione, quasi istintiva, di alcuni giornali di destra italiani, che hanno frettolosamente titolato: Siamo ancora sotto attacco. Sono sempre loro, gli islamici. Salvo poi scoprire che no, islam manco per niente: l'assassino è un norvegese, estremista di destra, fondamentalista cristiano e anti-islamico.

Oggi i norvegesi, tra i più aperti e multiculturali popoli al mondo, si sono svegliati con sullo stomaco un doppio peso.


Natalino Russo, Labico.

30 maggio 2011

Pisapia sindaco

Manifesto di Giuliano Pisapia, candidato sindaco di Milano, 2011
Comunque la si pensi, l'elezione di Pisapia a sindaco di Milano segna un punto di confine nella storia politica della città. E probabilmente dell'Italia.

27 maggio 2011

Un passo avanti?

Viale Corsica, Milano. 17 maggio 2011
In questi giorni Milano è come sospesa. I milanesi attendono l'esito del ballottaggio per capire se la città farà un passo avanti oppure no. Attesa e passeggiate pensierose. Non solo per i milanesi.

25 maggio 2011

Impedimento illegittimo


Il decreto Omnibus approvato ieri ricorrendo per l'ennesima volta alla fiducia è un ulteriore atto immorale, teso a togliere forza ai Referendum del 12 e 13 giugno.

24 febbraio 2011

Dove va l’Italia?

Una strada nel sud della Tunisia

In un post di circa un mese fa guardavo ai fatti della Tunisia e pensavo alla sorte di persone conosciute laggiù durante un recente viaggio in cerca di grotte. Mi domandavo che direzione stessero prendendo, quelle persone e il loro paese, con la protesta che montava.

13 gennaio 2011

Il bastone e la carota

Tassisti in una stazione di calesse. Tozeur, Tunisia
Tunisia. Nella notte è stato ucciso un tassista che aveva violato il coprifuoco. Il presidente Ben Ali ha rimosso il ministro dell’interno Rafik Haj Kacem e il capo di stato maggiore dell’esercito. Ha promesso anche il rilascio dei manifestanti arrestati in questi giorni. Un segnale di apertura in vista dello sciopero generale? Sarà sufficiente?

12 gennaio 2011

Dove va la Tunisia?



In questi giorni i tunisini protestano contro l’aumento dei prezzi, soprattutto dei generi alimentari. Il governo risponde con l’esercito e col coprifuoco, causando morti e maltrattamenti. Le agenzie parlano di probabile golpe. In Tunisia ho fatto un breve viaggio tre anni fa insieme agli amici del Gruppo Speleologico Grottaferrata. Anche per quei ricordi, evocati dalle foto scattate laggù, oggi mi fa un brutto effetto sentir parlare di posti come Tozeur, dove passarono i famosi treni e dove oggi la gente muore per non morire di fame. 

Se

Scala interna alla Sagrada Familia, Barcelona
Giovedì 13 gennaio, cioè domani, la Corte Costituzionale si pronuncia sulla legittimità dello scudo che finora ha consentito a Silvio Berlusconi di non presentarsi ai processi in cui è coinvolto. I giudici si sono riuniti ieri mattina. Quindi, presumibilmente, hanno già deciso. Il dado è tratto, pare. Cosa uscirà da quel verdetto?



18 ottobre 2010

Ti piacerebbe, eh?

Berlusconi sullo scandalo della sua villa ad Antigua: "Vogliono mettermi sullo stesso piano di Fini". Ti piacerebbe, eh?

7 ottobre 2010

Solo una burla

Vignetta di TheHand tratta dal blog Voglioscendere
Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, in un’intervista al Corriere della Sera rilascia dichiarazioni critiche verso il governo. Dalla redazione de Il Giornale parte subito una telefonata diretta all’ufficio stampa della Marcegaglia: “Adesso ci divertiamo, per venti giorni romperemo il cazzo alla Marcegaglia come pochi al mondo”. Marcegaglia si sente minacciata e che fa? Non si rivolge alla magistratura, bensì contatta Fedele Confalonieri. Intanto per fortuna la telefonata era stata intercettata dalla procura di Napoli, che ora indaga sui pennivendoli al soldo di Feltri. Il quale candidamente dichiara: “Quelle frasi sono vere, ma suvvia, erano scherzose”. Insomma: era solo una burla.

6 ottobre 2010

Facite ammuina


“Sarebbe un po’ strano se un ministro dell’Interno che dà ultimatum per elezioni anticipate, dovesse poi gestirle”. Così Andrea Mazzella conclude il suo articolo odierno, pubblicato a pagina 31 di Repubblica col titolo Una lezione per il cavaliere.
In effetti sarebbe strano, anzi preoccupante. Come del resto fu strano, anzi molto preoccupante, che all’indomani delle elezioni politiche dell’aprile 2006, dalle quali uscì vincitrice la coalizione guidata da Romano Prodi, da parte degli avversari si gridasse ai brogli. Un martellante, estenuante grido al broglio elettorale. Da parte di chi, prima e durante quelle elezioni, aveva in mano il Ministero dell’Interno, che è l’organo responsabile del corretto svolgimento delle elezioni. Denunciare brogli in quella sede equivaleva a accusare l’allora ministro dell’Interno (Pisanu) di cospirazione contro la sua stessa coalizione.

17 luglio 2009

Matteotti, ottantacinque anni fa

"Innanzitutto è necessario prendere, rispetto alla Dittatura fascista, un atteggiamento diverso da quello tenuto fino qui; la nostra resistenza al regime dell’arbitrio dev’essere più attiva, non bisogna cedere su nessun punto, non abbandonare nessuna posizione senza le più decise, le più alte proteste. Tutti i diritti cittadini devono essere rivendicati; lo stesso codice riconosce la legittima difesa. Nessuno può lusingarsi che il fascismo dominante deponga le armi e restituisca spontaneamente all’Italia un regime di legalità e libertà, [...] Perciò un Partito di classe e di netta opposizione non può accogliere che quelli i quali siano decisi a una resistenza senza limite, con disciplina ferma, tutta diretta ad un fine, la libertà del popolo italiano".


Giacomo Matteotti, lettera a Filippo Turati.

15 luglio 2009

Ma quale libertà?

Oggi è passata alla Camera dei Deputati una mozione di Rocco Buttiglione in tema di aborto. Il testo impegna il governo italiano a farsi portavoce presso le Nazioni Unite di una mozione che “condanni l'uso dell'aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta o indotta ad abortire''.


26 giugno 2009

Polvere siete e polvere ritornerete

Prestiamo attenzione a ciò che accadrà nei prossimi giorni. E' appena partita, puntualissima, una campagna finalizzata a sollevare il classico infallibile polverone all'italiana. Il Giornale oggi tira fuori una presunta storia di festini hard alla Camera, in cui sarebbero coinvolti D'Alema, Cesa e altri. Ragazze squillo utilizzate per ottenere favori. Berlusconi si affretta ad esprimere la sua solidarietà a Cesa e parla ancora una volta di imbarbarimento della stampa. Lo fa contro il suo Giornale, secondo un copione già visto, ma efficace.

27 febbraio 2009

Slittamento elettorale

Dopo le bagarre sulla legge-truffa sul testamento biologico, sia il Pdl sia il Pd adesso intendono posticipare la discussione. L'argomento è stato propagandato come urgente, al punto che è stata tentata la via del decreto legge, e invece scopriamo che se ne può parlare con più calma. Magari fra qualche mese, dopo giugno. Dopo le elezioni europee. Continuano a prenderci in giro. Il Pdl da sempre, per sua natura. Il Pd da quando Veltroni ha inaugurato (riscoperto) la stagione della prudenza democristiana, della melassa infarcita di "se" e di "ma". Oggi il presidente del Senato rinforza: "L'esame in aula può slittare". Come a dire: prima votare, poi discutere. Andremo alle elezioni europee senza sapere cosa pensa di fare il Pd sulle questioni etiche. Sono proprio curioso di vedere quanti voti prende (perde) questo partito fallito sul nascere.