4 febbraio 2011

Tentativo a Cul di Bove

All'uscita della grotta provvisoriamente chiamata Dolina del Contatto. Roberto Pettirossi si toglie l'imbraco infangato mentre Paolo Turrini rifila la corda

Barcelona, il 2011 è appena cominciato. Subito dopo capodanno, bighelloniamo per la città. Di giorno per musei, mostre e case di Gaudí; di sera esplorando i localini del quartiere Gracia. Stiamo giusto bevendo una birra quando squilla il cellulare di Luigi: è Paolo Turrini che, pieno di entusiasmo, racconta novità dal Matese.

15 gennaio 2011

Fungo

In un bosco dei Monti Simbruini, Italia
Un ragnetto avanza zampettando nel sottobosco. Improvvisamente comincia a piovere e lui decide ripararsi sotto una specie di ombrello che spunta tra le foglie. Poi alza lo sguardo e, con la sua vocina da ragnetto, timidamente gli domanda: "Ma tu sei un ombrello o... fungi da ombrello?".
E lui, sornione: "Fungo".

14 gennaio 2011

Rotpunkt

Fundació Joan Miró, Barcelona. L'uscita sul terrazzo
Nella marea di riviste e quotidiani che inonda le edicole è molto raro trovare qualche pubblicazione che riporti, accanto alle fotografie, il nome dell’autore. È un’abitudine molto italiana, e molto odiosa. Non solo per chi, come me, fa il fotografo per lavoro; ma anche per i lettori, che in questo modo si abituano a considerare la fotografia come una merce di poco valore.

13 gennaio 2011

Il bastone e la carota

Tassisti in una stazione di calesse. Tozeur, Tunisia
Tunisia. Nella notte è stato ucciso un tassista che aveva violato il coprifuoco. Il presidente Ben Ali ha rimosso il ministro dell’interno Rafik Haj Kacem e il capo di stato maggiore dell’esercito. Ha promesso anche il rilascio dei manifestanti arrestati in questi giorni. Un segnale di apertura in vista dello sciopero generale? Sarà sufficiente?

12 gennaio 2011

Dove va la Tunisia?



In questi giorni i tunisini protestano contro l’aumento dei prezzi, soprattutto dei generi alimentari. Il governo risponde con l’esercito e col coprifuoco, causando morti e maltrattamenti. Le agenzie parlano di probabile golpe. In Tunisia ho fatto un breve viaggio tre anni fa insieme agli amici del Gruppo Speleologico Grottaferrata. Anche per quei ricordi, evocati dalle foto scattate laggù, oggi mi fa un brutto effetto sentir parlare di posti come Tozeur, dove passarono i famosi treni e dove oggi la gente muore per non morire di fame. 

Se

Scala interna alla Sagrada Familia, Barcelona
Giovedì 13 gennaio, cioè domani, la Corte Costituzionale si pronuncia sulla legittimità dello scudo che finora ha consentito a Silvio Berlusconi di non presentarsi ai processi in cui è coinvolto. I giudici si sono riuniti ieri mattina. Quindi, presumibilmente, hanno già deciso. Il dado è tratto, pare. Cosa uscirà da quel verdetto?



18 ottobre 2010

Ti piacerebbe, eh?

Berlusconi sullo scandalo della sua villa ad Antigua: "Vogliono mettermi sullo stesso piano di Fini". Ti piacerebbe, eh?

7 ottobre 2010

Solo una burla

Vignetta di TheHand tratta dal blog Voglioscendere
Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, in un’intervista al Corriere della Sera rilascia dichiarazioni critiche verso il governo. Dalla redazione de Il Giornale parte subito una telefonata diretta all’ufficio stampa della Marcegaglia: “Adesso ci divertiamo, per venti giorni romperemo il cazzo alla Marcegaglia come pochi al mondo”. Marcegaglia si sente minacciata e che fa? Non si rivolge alla magistratura, bensì contatta Fedele Confalonieri. Intanto per fortuna la telefonata era stata intercettata dalla procura di Napoli, che ora indaga sui pennivendoli al soldo di Feltri. Il quale candidamente dichiara: “Quelle frasi sono vere, ma suvvia, erano scherzose”. Insomma: era solo una burla.

Wenn es zum Marschieren kommt

Wenn es zum Marschieren kommt,
wissen viele nicht
Dass Stimme, die sie kommandiert
Ist die Stimme ihres Feindes.
Der da vom Feind spricht
Ist selber der Feind.






6 ottobre 2010

Facite ammuina


“Sarebbe un po’ strano se un ministro dell’Interno che dà ultimatum per elezioni anticipate, dovesse poi gestirle”. Così Andrea Mazzella conclude il suo articolo odierno, pubblicato a pagina 31 di Repubblica col titolo Una lezione per il cavaliere.
In effetti sarebbe strano, anzi preoccupante. Come del resto fu strano, anzi molto preoccupante, che all’indomani delle elezioni politiche dell’aprile 2006, dalle quali uscì vincitrice la coalizione guidata da Romano Prodi, da parte degli avversari si gridasse ai brogli. Un martellante, estenuante grido al broglio elettorale. Da parte di chi, prima e durante quelle elezioni, aveva in mano il Ministero dell’Interno, che è l’organo responsabile del corretto svolgimento delle elezioni. Denunciare brogli in quella sede equivaleva a accusare l’allora ministro dell’Interno (Pisanu) di cospirazione contro la sua stessa coalizione.