15 settembre 2011

Walter Bonatti (1930-2011)

Reinhold Messner parla di Walter Bonatti al Festival di Trento, 2011

Di ritorno da Berlino, come di consueto, ho sorvolato le Alpi. Era l’ora del tramonto. La luce radente evidenziava le nuvole colmandole di ombre scure. Il movimento dell’aereo le faceva spostare dolcemente. Vi si aprivano forre profonde e cupe, fugaci crepacci che cambiavano lentamente prospettiva, e sul cui fondo si vedevano le cime e le creste, rese anch’esse intense e vicine dalla luce di taglio. Le loro ombre affilate si proiettavano sulle valli sottostanti.

Viste dalla distanza di un aereo, queste montagne sono proprio piccole. Stanno lì, a portata di mano, facilmente raggiungibili, come tutti i luoghi del pianeta in cui si può arrivare volando. Stanno nel cuore del cosiddetto vecchio continente, a poche ore di macchina dalle principali città europee. Ma per chi ci va a piedi sono posti remoti, montagne tra le più difficili. Le montagne di una vita di uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi. Walter Bonatti, nato nel 1930, dedicò gli anni della sua gioventù a scalare montagne difficili, stabilendo primati incredibili. Non fu mai un agonista, eppure primeggiò spesso. Ancora giovanissimo, nel 1954 partecipò alla famosa (e famigerata) spedizione italiana al K2. In quell’occasione sopravvisse a una notte in alta quota, insieme ad Amir Mahdi. Della diatriba nata coi suoi compagni di spedizione, Compagnoni e Lacedelli, si è parlato a lungo.

Dopo la solitaria invernale sulla parete nord del Cervino, Bonatti, ancora trentacinquenne, lasciò l’alpinismo estremo per dedicarsi ai lunghi viaggi avventurosi, che raccontò in libri e reportage memorabili. Per tutta la vita, instancabilmente, ha continuato a inseguire luoghi lontani, a sognare gli spazi aperti e l’avventura come modo di essere.

Chi viaggia e racconta e scatta fotografie, anche se in posti meno difficili, deve molto a quest’uomo. Ma non c’è più tempo per ringraziarlo. Walter Bonatti se n’è andato. Aveva 81 anni e ancora tanti progetti.

Grazie Walter.


Libro del giorno: ovviamente quelli di Bonatti.


Natalino Russo, Roma.

13 settembre 2011

Fotografare

Berlino. Denkmal für die ermordeten Juden Europas

Oggi ero a zonzo per Berlino, al lavoro, sfruttando la coda d'estate che in questi giorni fa sì che pedalare in città sia proprio speciale. Avevo al collo la mia Panasonic Lumix LX5, e pensavo ai motivi per cui me ne vado in giro a scattare fotografie (per diletto, dico, oltre che per lavoro). Forse per capire quale sia il mio stile, cioè per comprendere meglio chi si cela da questa parte dell'obiettivo.

Credo che fotografare secondo uno stile, ovvero applicando quello che si ritiene di avere, sia un approccio sbagliato. Forse è meglio fotografare il più possibile, per poi scoprire, dopo anni o magari mai, se uno stile lo si possiede davvero. Ed eventualmente quale sia.

Ma tra una domanda e una pedalata, anche questo viaggio volge al termine. Domani si torna finalmente a casa, chiudendo un'estate di spostamenti continui. E dopodomani comincia il certosino lavoro di sistemazione di appunti e foto.


Disco del giorno: Zenyatta Mondatta, dei Police.


Natalino Russo, Berlino.

10 settembre 2011

Berlino tre


Sulla S-Bahn tra Südkreuz e Neukölln. Berlino 2011
In questa città comincio a sentirmi a casa. Tuttavia ogni volta che ci torno ho bisogno di un periodo di acclimatazione. Non al luogo in sé, ma a ciò che vi accade. Stamattina ho preso la S-Bahn sul ring, alla stazione di Südkreuz, per andare al mercatino che si tiene tutti i martedì e venerdì in Maybachufer, sulla riva sinistra del Landwehrkanal. Direzione antioraria, quindi, per cambiare a Hermannstrasse e prendere la U8 fino a Schönleinstrasse, praticamente in riva al canale.

In treno c’erano tre ragazze che allestivano set fotografici al volo. Una di loro, magra e alta, indossava una maschera bianca, e assumeva pose a comando. La seconda le scattava fotografie. La terza riprendeva tutto con una videocamera professionale. Lavoravano a qualche progetto artistico o pubblicitario. Alle fermate, gli altri passeggeri entravano e uscivano dal treno, osservavano la scena, sorridevano e passavano oltre. Le tre ragazze continuavano a lavorare indisturbate.

(Mi viene in mente un articolo pubblicato proprio in questi giorni dall’American Civil Liberties Union, ACLU, sui diritti dei fotografi nei luoghi pubblici. Molto istruttivo).

Io, da buon italiano, mi sono messo a guardare. Sicché ho saltato la mia fermata e sono sceso a Neukölln, per poi tornare indietro. Ma a Berlino non è certo un problema: i treni passano ogni pochissimi minuti, e una deviazione come questa non comporta alcun sacrificio. Provateci a Roma…

Mani che danno, mani che ricevono. Türkenmarkt im Maybachufer, Berlino 2011
U-Bahn Schönleinstrasse. Berlino 2011
In questi giorni sto provando un filtro antivento che mi ha spedito la Redhead Windscreens, chiedendomi di provarlo sul mio registratore audio. È rosso, molto carino. Sembra funzionare bene. Appena trovo il tempo faccio una recensione.


Disco del giorno: Live in Berlin di Sting (anche in versione Blu-ray).


Natalino Russo, Berlino.

6 settembre 2011

Prelievo fiscale


Il porto turistico di Talamone, Toscana

Sì, d’accordo: prelevare da chi ha tanto è più giusto che farlo da chi ha poco. Ricchi e ricconi imperversano indisturbati, evasori sfacciatamente evasivi, esibiscono Suv e barconi senza temere alcun controllo. E sarebbe ora di andare a prendere qualcosa anche da loro.

Ma c’è una cosa che, forse per la mia ignoranza, proprio non capisco: è possibile rilanciare un paese in crisi solo ricorrendo al prelievo fiscale e ai tagli? E se poi i tagli sono su istruzione, ricerca, innovazione e infrastrutture, be’, il mio dubbio diventa preoccupazione seria.


Disco del giorno: Nothing like the sun, di Sting.


Natalino Russo, Talamone (Toscana)

2 settembre 2011

Fuori fuoco

Al Bagno delle donne. Talamone, Toscana.
La settimana appena conclusa è trascorsa al mare, con spostamenti e sguardi a corto raggio. Pedali e letture. A volte la miopia fa comodo: sfili gli occhiali e ti ritrovi in un mondo ristretto, metti a fuoco soltanto ciò che è vicino. Isolato dal contorno, puoi finalmente concentrarti sulle cose che hai scelto. Ad esempio su un buon libro. Tra quelli caricati sul mio Kindle ne ho scelti due: Il quaderno di Saramago e I promessi sposi di Manzoni. Si è trattato di riletture.

Quello di Saramago è una raccolta di post che l'autore aveva pubblicato nel suo blog nel corso del 2008. Lo avevo seguito occasionalmente, ma mi mancava la versione completa. Quanto al secondo libro, be', non ha certo bisogno di presentazioni. L'ho riletto per la terza volta, e ho provato un segreto piacere man mano che entravo nei dettagli e nei personaggi di questa narrazione magistrale.

Forse è così che occorre fare coi grandi libri: riprenderli in mano ogni decina d'anni. Magari avendo cura, prima, di sfilare gli occhiali.  


Disco del giorno: Riccardo Tesi & Banditaliana.


Natalino Russo, Talamone (Toscana).

31 agosto 2011

Caserta, Argentina

Mangalavite, Servillo e Girotto. Orbetello, fine agosto 2011
Ieri sera grande concerto del trio Girotto, Servillo, Mangalavite. Fiati, voce e piano, nell'ordine. Orbetello, musica di fine estate. Ora io non sono un amante del calcio. Detesto la caciara e la zuffa commerciale e finanziaria che gira intorno a questo mondo, a livello ormai globale. E, guarda un po', il filo conduttore della serata era proprio il pallone: le grandi partite e i giocatori dell'America del Sud, Napoli, Maradona.

Ma il genio musicale di Javier Edgardo Girotto e Natalio Luis Mangalavite è sufficiente a farmi piacere anche questo. (Tra l'altro, tanto per aggiungere una nota di personale sentimentalismo, Mangalavite si chiama quasi come me e mio fratello messi insieme). E Peppe Servillo è davvero magico. Lo seguo da anni. Lo ascolto in macchina, a casa, in viaggio. Lo ho citato anche nel mio primo libro sul Cammino di Santiago. Non soltanto perché è casertano come me, ma perché ha la lacrima di Pierrot e la drammaticità di De Filippo, la sagoma di Totò che è poi la sagacia di chi la sa lunga, il genio di Napoli e la vita vissuta di Caserta, la musica e la voce e l'anima di una persona che sa vedere e raccontare il mondo. Dentro le sue vene, ne sono sicuro, scorre un sangue speciale.

Rileggo quello che ho scritto e noto che - ohibò - qualche rigo fa, proprio qui sopra, mi sono definito Casertano. Lo confesso: è la prima volta. Solitamente ho rifuggito, dribblato, evitato discretamente questa definizione. Mi sono detto sannita, matesino, caiatino, napoletano, in qualche rara occasione, sforzandomi, ho ammesso di essere volturnino o alto-casertano. Ma mai così: semplicemente Casertano.

Ora è come se avessi ritrovato un'identità perduta, quella dell'infanzia e del tempo passato nella terra che amo. E il piacere di dichiararlo a testa alta, con dignità e fiducia nel futuro. Sembra una sciocchezza, ma per chi è nato in quella terra non è cosa da poco. Lo devo a Peppe Servillo.

Qui libri e musica.


Natalino Russo, Orbetello.

28 agosto 2011

Un post al sole

In bicicletta fra Talamone e Fonteblanda. Toscana, Italia.

Al mare in Toscana. La sponda meridionale del Mediterraneo dista da qui qualche chilometro in più rispetto alla distanza che la separa dalla Sicilia, o dalla Calabria o dalla Campania. Ma è pur sempre un posto vicino. La Libia è molto prossima all’Italia. E se la metafora – in questo frangente – non fosse di pessimo gusto, si direbbe che quel paese è a un tiro di schioppo da questo.

27 agosto 2011

Ignoranza e bugie


Murales al Mauerpark, Berlino 2011
A breve ricorre il decimo anniversario dell’attentato alle Twin Towers. Qualche giorno fa su Repubblica è apparso il racconto di un uomo che ha vissuto quei momenti da protagonista. Al momento degli schianti non si trovava a New York, ma era il presidente degli Stati Uniti d’America, George W. Bush.

12 agosto 2011

Speleomatese 2011

Materiali stesi ad asciugare nei pressi di Pozzo della Neve, agosto 2004
Comincia anche quest'anno il campo speleo sui monti del Matese. Dieci giorni di esplorazione e condivisione, serate intorno al fuoco, idee e progetti. Abbiamo iniziato quest'avventura nell'estate del 2008, mettendo insieme speleologi di più gruppi, e costruendo poco a poco il Collettivo Speleomatese. Questa montagna conosce storie incredibili, e talvolta le racconta. Dopo un silenzio durato anni, ha ripreso a narrare...


Natalino Russo, Monti del Matese.

6 agosto 2011

Mobilità berlinese

La stazione di Alexanderplatz al Loxx (Berlino in miniatura, Alexa shopping center)
Questa città ha un sistema di trasporti che a prima vista, per uno che arriva dall'Italia, risulta impressionante. Ma che a pensarci meglio dovrebbe essere la normalità per ogni metropoli. La città, e in generale la Germania, ha investito guardando lontano. Soltanto miopia, provincialismo e pressapochismo possono suggerire tagli in settori cruciali come i trasporti, la sanità, l'istruzione, la cultura, la giustizia. Ma questo accade in Italia. Berlino invece, nonostante il deficit spaventoso delle casse comunali, continua a investire in questi settori. E in un paio di decenni è diventata una delle città più moderne del mondo.

Il modo di spostarsi ha qualcosa a che vedere col successo di Berlino, che ormai ha preso il posto che fu prima di Parigi, poi di Londra, poi di New York. Checché ne dicano i berlinesi più radicali, qui il traffico automobilistico è ridotto al minimo: la maggior parte della gente si sposta coi mezzi pubblici o in bicicletta. Ed è un vero piacere pedalare per chilometri su piste ciclabili che attraversano incroci, zone affollate, cantieri, senza subire la minima interruzione. Normale. Ma non per un italiano.


Natalino Russo, Berlino.